Breve storia del disco.

1878 - Thomas Edison inventa il fonografo; il principio della registrazione su
cilindro permetterà l'avvio dell'arte fonografica come arte della registrazione del
suono su supporto permanente; In realtà fu il francese Charles Cros ad idearlo nel 1977, ma il primo fonografo effettivamente funzionante fu realizzato da Edison. Il cilindro di Edison era inciso da uno stilo che si muoveva verticalmente incidendo il supporto in profondità.
1888 – Emile Berliner sviluppa il grammofono e la registrazione su disco piatto con incisione laterale del solco. Questo permise una facile duplicazione della registrazione e un uso più pratico del manufatto;
1892 – Berliner iniziò a commercializzare il grammofono e i primi dischi;
1895 – Viene inciso il primo disco a 78 giri e iniziò la produzione a scopi commerciali;
1918 - Inizia a svilupparsi il giradischi elettrico e nel 1924 nasce il "panatrope" corredato di amplificatore a valvole;
1920 – E' messo in commercio il primo disco flessibile in carbonio;
1925 – Il grande successo della Radio segnò la crisi del fonografo e il fallimento di alcuni costruttori. Fortunatamente le migliorie apportate alla qualità del suono ne risollevarono le sorti alla fine degli anni '30.
1931 – Il direttore d'orchestra inglese Leopold Stokowski (1882-1977) porta ad
una riduzione dello standard di velocità dei dischi, da 78 a 33 rpm;
1948 – L'industria discografica conobbe una decisa espansione dopo la seconda guerra mondiale. Il vinile rimpiazzò il carbonio come materiale base per la fabbricazione dei dischi e il "giradischi" divenne un oggetto comune fino all'avvento delle "musicassette" e del "compact disk";
Il giradischi era elemento comune negli impianti Hi-Fi fino agli anni '90; oggi sopravvive nelle versioni ad alta tecnologia prodotte da piccole case specializzate, volte a soddisfare le esigenze degli audiofili ancora fedeli al disco in vinile, nonché in alcuni esemplari ormai storici, salvati dal tempo e ricondizionati dagli amanti del vintage, come alcuni modelli progettati e realizzati dalla RAI.

Negli anni che vanno dal 1940 al 1960 si assiste ad un continuo perfezionamento sia della qualità del vinile, sia della qualità dell'incisione. Poiché in fase di registrazione la punta d'incisione veniva mossa in velocità, i segnali in bassa frequenza presentavano un'ampiezza ad essa inversamente proporzionale; fu quindi necessario ridurre tale ampiezza onde evitare lo sconfinamento della traccia audio su quelle adiacenti. A questa azione di riduzione dell'ampiezza della traccia doveva necessariamente corrispondere un'enfasi alle bpost2asse frequenze durante la riproduzione onde ripristinare l'ampiezza originaria del segnale acustico.

Un altro problema che fu necessario risolvere, era il rapporto segnale/rumore alle alte frequenze alle quali il segnale acustico troppo piccolo in ampiezza si approssimava al livello del rumore prodotto dalla punta d'incisione. In modo analogo fu quindi necessario aumentare l'ampiezza del solco alle alte frequenze con conseguente attenuazione delle stesse in fase di riproduzione. Questi, sostanzialmente, furono i due problemi tecnici che vennero affrontati all'inizio della produzione discografica. Il problema fu identificato con il nome di "equalizzazione": la curva di equalizzazione adottata in fase d'incisione doveva avere il suo esatto inverso in fase di riproduzione.

Sfortunatamente i produttori di vinile non si intesero fra loro; ognuno di essi sfoggiava la curva "migliore" di equalizzazione con il risultato che ognuna di esse necessitava aggiustamenti diversi sull'unità di preamplificazione phono. I primi preamplificatori, infatti, presentavano manopole e pulsanti che consentivano di ritoccare enfasi e deenfasi alle frequenze basse e alle frequenze alte o scegliere la curva più adatta tra 5 o 6 proposte. Il risultato fu che ogni ascoltatore apportava la correzione più confacente al proprio orecchio!

Finalmente a mettere fine a questo caos fu la Recording Industry Association of America (RIAA) la quale pubblicò nel 1955 un nuovo standard di equalizzazione che venne adottato da tutte le industrie di incisione nonché dai costruttori di equipaggiamenti audio. Un problema del tutto analogo alla registrazione su vinile, fu affrontato per la registrazione su nastro magnetico e per questo settore nacque la curva standard di equalizzazione promossa da Natinal Association of Broadcaster (NAB).
Nella Fig. 1. sottostante sono mostrate le tre curve teoriche coinvolte nella riproduzione del vinile.
In essa l'asse verticale è in dB:

In rosso: curva di equalizzazione RIAA in riproduzione. Si può notare l'enfasi alle basse frequenze e la deenfasi alle alte frequenze.
In verde: curva RIAA usata per la registrazione con enfasi e deenfasi speculari alla curva in rosso.
In blu: curva risultante in riproduzione.